giovedì 19 gennaio 2017

L'AMIANTO DIMENTICATO














Tra Milano e l’hinterland il minerale killer dev’essere ancora rimosso da superfici per 1,5 milioni di metri quadrati. E intanto continua a uccidere: nel 2029 i casi accertati saranno più di 11mila


I nuovi casi, accertati dopo un lungo processo di verifiche ed esami, ogni anno sono oltre 400. Con cause che, almeno sei volte su dieci, sono riconducibili all'ambiente di lavoro. Mentre secondo gli esperti entro il 2029 si arriverà alla diagnosi, in totale, di oltre 11.200 casi lombardi, partendo dal 2000. Sono i casi di mesotelioma maligno, legati all'esposizione ad amianto, in Lombardia: una malattia che si manifesta a distanza di decenni dall'aver respirato il minerale. Che oggi uccide ancora, nonostante le bonifiche siano aumentate molto: "Se nel 2006 - racconta Susanna Cantoni, che dirige il dipartimento di prevenzione medica dell'Ats di Milano - i piani di bonifica che ci venivano presentati erano 728, nel 2015 sono diventati 1460. E altrettanti sono stati nel 2016: in dieci anni, il numero è raddoppiato, grazie a una maggiore sensibilità sul tema".

LE INCHIESTE Amianto, la strage dimenticata

Tra Milano e hinterland, negli ultimi 15 anni sono stati rimosse oltre 49mila tonnellate di amianto. Il lavoro non è finito: tra la città e la cerchia dell'hinterland, ci sarebbero ancora almeno un milione e mezzo di metri quadri che contengono amianto e che devono essere bonificati. Un'enormità, insomma. Che si rispecchia nei dati del Registro regionale dei mesoteliomi: "Il nostro lavoro - spiega Carolina Mensi, ricercatrice del Policlinico e responsabile del Registro - è accertare la diagnosi e se il caso sia effettivamente da correlare a un'esposizione professionale, o extra-professionale. Si tratta di un processo molto lungo: gli ospedali ci segnalano tutti i casi. E noi, per ognuno, avviamo delle ricerche che proseguono nel tempo. Per questo i numeri, soprattutto degli ultimi tre-quattro anni, non sono ancora definitivi: le valutazioni di completezza devono ancora essere finite".





Finora, il Registro ha accertato per il 2013, 472 casi di mesotelioma maligno in Lombardia. Per il 2014, al momento ha contato 430 casi, mentre per il 2015 ne considera 408. Per il 2016, invece, il lavoro è appena all'inizio: finora, le ricerche sono state chiuse solo su 191 casi. Ma almeno altrettanti dovranno essere esaminati. I numeri, quindi, sono destinati a salire. In tutto, dal 2000 (anno di avvio del Registro) a oggi, i casi accertati sono stati 5.943: "Stimiamo però - spiega Mensi - di arrivare, entro il 2030, a 11.274 casi, con un picco concentrato tra il 2019 e il 2020, seguito poi da una lenta decrescita".

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Lo scopo del Registro è però anche individuare nuove possibili cause della malattia. Con indagini da veri e propri detective: per ogni malato, i ricercatori vanno a ritroso nel tempo, per scoprire se nello stesso ambiente di lavoro sono stati registrati altri casi. Fanno interviste e ricerche sugli strumenti utilizzati nella fabbrica, valutano i materiali con cui l'ambiente di lavoro era stato costruito. Sono stati così scoperti casi in ambienti finora mai presi in considerazione. "Abbiamo individuato - spiega Mensi - diversi casi tra ex lavoratori delle industrie tessili, dove abbiamo scoperto che l'amianto veniva utilizzato per insonorizzare gli ambienti, visto che i macchinari sono molto rumorosi. E poi nei freni delle macchine e come isolante termico, per mantenere il calore e l'umidità". E ancora: sono stati individuati diversi casi, in collaborazione con i servizi di medicina del lavoro delle Ats, "in un oleificio alle porte di Milano, ora chiuso, dove si produceva olio di semi con estrazione a caldo - dice Mensi - E poi in un'azienda in provincia di Como, che produceva termostati, al cui interno venivano montati interruttori in amianto: anche questi casi sono stati inquadrati come malattie professionali".






A PRESTO CARA TERRA MIA

martedì 17 gennaio 2017

ISTAT: III° trimestre 2016 diminuiscono ancora i prezzi delle abitazioni

L’ISTAT (L'Istituto nazionale di statistica è un ente di ricerca pubblico presente nel Paese dal 1926), nel primo trimestre 2016, sulla base delle stime preliminari, rileva che l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2015.
Il calo tendenziale dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente ad una crescita sostenuta del numero di immobili residenziali compravenduti; secondo i dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate, infatti, nel terzo trimestre 2016 il numero di unità immobiliari scambiate è aumentato del 17,4% rispetto allo stesso trimestre del 2015 (dopo il +22,9% registrato nel trimestre precedente).
Rispetto alla media del 2010, nel terzo trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,5% (-2,6% le abitazioni nuove, -19,4% le esistenti).

A differenza di quanto considerato dalle stime, le abitazioni 167 di Paderno Dugnano non sono nuove, ed oltre che da considerarsi economiche e popolari, vantano una vetustà ormai pluridecennale. Secondo l’ISTAT (e secondo Cara Terra Mia) si intendono per  “abitazioni nuove” unicamente quelle “di nuova costruzione o esistenti ristrutturate e vendute dalle imprese operanti nell’edilizia”.


Il comunicato, oltre alle stime preliminari per il terzo trimestre del 2016, fornisce quelle definitive relative al secondo trimestre 2016. Le stime preliminari e definitive relative al secondo trimestre 2016 sono riepilogate nel seguente prospetto.


Gli indici hanno la massima attendibilità in quanto elaborati sulla base dei dati degli atti notarili di compravendita immobiliare di cui è titolare l’Agenzia delle entrate.


I dettagli della pubblicazione alla pagina:

Possiamo tranquillamente continuare ad affermare che il valore della abitazioni esistenti ha subito una flessione rispetto all’anno 2010 di circa il 20%.
Per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà a Paderno Dugnano, il corrispettivo medio riscosso per unità abitativa per l’anno 2010 è stato di circa 3.200 euro.
Stranamente invece che diminuire si pensi che per il corrispettivo medio riscosso per le proposte formalizzate nel 2011 è stato di 7.800 euro, e poi ancora per le proposte formalizzate nel 2012 è stato di 8.300 euro.
Ora, A seguito della deliberazione n. 10 del 21 marzo 2016, ad oggetto: “Adeguamento modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie – art. 31 Legge 23/12/1998 n. 448.”, approvata con i soli voti di maggioranza, sono stati rideterminati (leggasi aumentati) i corrispettivi per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà di “alcuni” ambiti ex lege 167/1962 di Paderno Dugnano, con un incremento che varia tra il 75% e il 125%.

Per semplicità, considerando un aumento medio del 100%, rispetto agli importi previsti tra il 2014 (imminenza delle elezioni) e il 21 marzo 2016, la disparità di trattamento si potrebbe cosi configurare: continuano a rimanere mediamente circa 3.200 euro (senza aumenti) per le proposte formalizzate fine al 2010, mentre per gli altri cittadini gli importi medi si aggirano sui 10.000 euro, con punte ben oltre i 15.000 euro.
E’ di tutta evidenza che i conti non tornano. È fin troppo semplice vedere che togliendo un 20% (diminuzione del valore delle abitazioni esistenti) dagli importi formalizzati nel 2010 (anno di riferimento ISTAT e di invio proposte solo ad alcuni) di 3.200 euro si arriverebbe oggi ad una definizione con circa 2.500 euro, un quarto rispetto alle attuali richieste.



domenica 15 gennaio 2017

giovedì 12 gennaio 2017

Il reale valore delle abitazioni di Paderno Dugnano: la banca dati delle quotazioni immobiliari (OMI) del I° semestre 2016

Torniamo a fare il punto sul reale valore delle nostre abitazioni, sulla base dei dati più recenti, relativi al primo semestre del 2016, espressi dalla banca dati delle quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle entrate (OMI).

Come riportato dal sito dell’Agenzia:

La banca dati dell'Osservatorio costituisce una rilevante fonte d'informazioni relative al mercato immobiliare nazionale, proponendosi come un utile strumento per tutti gli operatori del mercato, per i ricercatori e gli studiosi del settore immobiliare, per istituti di ricerca pubblici e privati, per la pubblica amministrazione e, più in generale, per il singolo cittadino.


Le abitazioni “167” non sono certo abitazioni “di lusso”, sono case dignitose ma economiche e popolari e non sono state certo costruite in pieno centro, ma nelle periferie padernesi: Calderara, Villaggio Ambrosiano o Cassina Amata. Zone periferiche, così definite proprio dalla banca dati:



Tra le fonti di rilevazione anche le agenzie immobiliari, e al fine di valorizzare e rendere trasparente tale apporto, sono stati siglati specifici rapporti di collaborazione con le principali associazioni di categoria.

La VERA quotazione per abitazioni in normale stato conservativo (la più frequente nella zona), quella che fa i conti con il mercato immobiliare la troviamo quindi espressa dalla banca dati, ed i valori considerabili potrebbero andare da € 1.200 (valore minimo per abitazioni di tipo economico) a € 1.450 (valore minimo per abitazioni di tipo civile).


Viene altresì specificato che:


Nell’ambito dei processi estimativi, perciò, le quotazioni OMI non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l'immobile e motivare il valore da attribuirgli.


Quindi, anche assumendo il valore “base” di €/mq. 1.450, si potrebbe pensare che dopo la stima puntuale effettuata da un tecnico professionista, pagata dai cittadini, condomini 167 compresi, data la natura economica e popolare delle abitazioni, tale valore possa subire una qualsivoglia contrazione.

Quella che potrebbe apparire cosa ovvia in realtà, torniamo a ricordarlo, viene stravolta, e con la stima puntuale alle nostre abitazioni, viene attribuito per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, il valore definito “minimo” di €/mq. 1.912 (€/mq. 2.250 – 15%), naturalmente box da 15.000 euro a parte. Praticamente una valutazione superiore anche al valore minimo di mercato attribuito ad abitazioni civili in “Ottimo” stato pari a €/mq. 1.850.


La “stima puntuale” ci dice che le abitazioni 167 sono state costruite assenti di caratteristiche prestazionali riguardanti il contenimento energetico.

Secondo l’amministrazione del centro destra padernese, un appartamento 167 costruito una trentina di anni orsono, che non ha prestazioni di contenimento energetico, sito in periferia, di 100 metri quadrati lordi non si può proprio vendere ad un prezzo inferiore a 206.200 euro (€ 191.200 per l’abitazione + € 15.000 per il box).

Si continua ad attendere numerose segnalazioni di vendite a queste condizioni, al momento non pervenute.

E’ superfluo dire che i condomini 167 non possono che rimandare al mittente condizioni inaccettabili.

Fonte dei dati pubblicati: "Agenzia Entrate - OMI".



mercoledì 11 gennaio 2017

Appena scese dalla stazione di un paesino di Sant'Ilario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.


Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore italiano.

lo cantano tutti anche ragazzi e ragazze molto giovani.

BOCCA DI ROSA

VERRANNO A CHIEDERTI


FILA LA LANA

RIMINI






Considerato da gran parte della critica uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. 
In quasi quarant'anni di attività artistica, De André ha inciso tredici album in studio, più alcune 
canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. 
Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute, e sono considerate da 
alcuni critici come vere e proprie poesie, tanto da essere inserite in varie antologie scolastiche di letteratura già dai primi anni settanta e da ricevere gli elogi anche di grandi nomi della poesia come Mario Luzi.
Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste, è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure. Ha affrontato, inoltre, in misura minore e differente, altri idiomi come il gallurese e il napoletano.
Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti della scena musicale italiana,  tra cui Nicola Piovani, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.
La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole.
Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco è uno degli esponenti della cosiddetta Scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. È l'artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco.

A presto Cara Terra Mia